Chirù di Michela Murgia -recensione

Ho finito di leggere questo libro ieri, e a distanza di un giorno non saprei definire in modo lineare le emozioni che mi ha lasciato. Chirù è il primo libro che ho letto di questa autrice, e non nego che su di lei avevo parecchie aspettative perché è molto apprezzata per la sua prosa. Le mie aspettative sono state deluse? Potrei rispondere con un “ni”, forse perché in realtà non sapevo bene cosa aspettarmi. Sicuramente non è stato amore a prima vista come mi è successo con altri autori, ma non posso neppure dire che non mi sia piaciuto ciò che ho letto. Per usare una metafora il mio è un amore acerbo nei suoi confronti, da coltivare per vedere se porta ad un amore più profondo. Mi riservo quindi di leggere i suoi precedenti romanzi per darne un giudizio più completo. La cosa che mi ha colpita principalmente di questo libro è il linguaggio. Ricercato e non credo di facile comprensione per tutti. Almeno in alcuni punti. Ammetto che sono andata a cercarmi il significato di qualche parola. Ma d’altronde leggere ha anche questo scopo, farci ampliare il nostro lessico. Detto questo la trama mi è piaciuta, forse mi ha trasmesso un senso di solitudine e di mancanza di qualcosa…ma cosa? Chiaramente l’attrazione fra i due protagonisti. Soppressa. In nome di che? Dell’etica morale mi verrebbe da dire. Lui, Chirù,  giovane studente del conservatorio che diventa “allievo” di vita di una un’affermata attrice, Eleonora, che ha 20 anni circa più di lui. Un argomento di stretta attualità direi. Non è inusuale una storia del genere nella vita reale. Ancora meno nella finzione di un libro. Forse sarebbe stato banale e scontato far sbocciare l’attrazione dei protagonisti. Ma a mio avviso altrettanto banale è stato far vivere ai due protagonisti delle storie banali quanto scontate. Lei, donna dal vissuto problematico, che nonostante sia una donna senza inibizioni sceglie alla fine la strada più semplice, quella di sposare un ricco svedese e cadere nella più scontata realtà di vita. Lui, giovane uomo, senza nessun talento speciale se non quello di sapersi vendere ad un ricco produttore, spicca il volo verso una vita illusoria, rinnegando, forse, la sua vera essenza. L’ambientazione del romanzo mi è parsa sopra le righe, i personaggi dotati di uno snobbismo intellettuale abbastanza palese. La figura della donna e dell’uomo in questo libro non ne escono bene. Risalta il peggio che c’è in ognuno di noi. Il lato oscuro. La zona d’ombra che tutti possediamo. Per questo, non riesco a capire se mi è piaciuto o meno. Ci devo pensare ancora…
chiru

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