DNA di dario Giardi-recensione

images (1)Ieri notte ho finito questo libro, ancora una volta di un autore emergente,  non so ancora se mi è piaciuto o meno. Questo libro mi è stato consigliato da un’amica ed è in staffetta per cui farà il giro dell’Italia. Io sono la prima ad averlo letto e a malincuore  devo dire che non mi ha del tutto convinta. L’autore ha sicuramente del potenziale, una prosa scorrevole ma a tratti poco avvincente ed emozionante. Direi un romanzo abbastanza acerbo. Un romanzo che è classificato come thriller ma che non è stato all’altezza delle mie aspettative. Io sono una lettrice di questo genere e sono abituata ad altre trame ed intrecci, ad avere voglia di non abbandonare un libro finchè non l’ho finito tanta è la suspense che crea in me. Questo romanzo non mi ha provacato quelle emozioni forti che solitamente mi provoca un thriller. Il libro è ambientato tra il Molise, Roma, o meglio il Vaticano, e una località della Sardegna, Pula. L’ambientazione mi aveva ben predisposta ma a parte che ho avuto qualche nozione in più sul Molise, una regione sicuramente ancora poco conosciuta ma con molto potenziale attrativo da sfruttare. Da sempre adoro i romanzi che hanno a che fare con la Chiesa e tutti i suoi misteri per cui mi aspettavo una trama con dettagli e scenari diversi. Pula poi fa da contorno al mistero cui gira attorno il libro ma niente di più. I personaggi veramente poco originali, mentirei se dicessi che qualcuno di loro mi ha colpito in particolare. Non è così. Nessuno di loro a fine libro mi ha lasciato qualcosa. E per chi legge forse è la cosa peggiore. Questo libro non lascia alcun segno in me.

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