L’estate in cui ammazzarono Efisia Caddozzu di Marisa Salabelle-recensione

imagesCosa mi hanno attratto di questo libro? Diverse cose. Quando l’ho visto in libreria sono stata colpita dai colori della copertina, colori vivi e allegri. Poi ho letto il titolo che inizialmente non sapevo come interpretare. Mi spiego meglio. Titolo ironico o titolo da thriller come è stato classificato il libro? Altro particolare il cognome abbastanza “impegnativo” della protagonista del libro. Un cognome che in Sardegna ha un significato dispregiativo per la persona. Tutti questi elementi, assieme alla provenienza dell’autrice, mi hanno indotto ad acquistarlo, nonostante il prezzo abbastanza alto per essere l’opera prima di  un’autrice esordiente. Fatta questa premessa posso dare appena la sufficienza alla trama del libro. Proprio per essere generosa. Lo stile narrativo alquanto lento e sicuramente senza creare la giusta dose di suspense tipica di un libro thriller. L’ansia nel sapere come si evolvono le vicende dei protagonisti, la voglia di non mollare il libro sin quando non si arriva a svelare l’arcano tipico di un libro thriller non l’ho avuta. Le mie aspettative sono state ampiamente deluse. La protagonista femminile, Efisia Caddozzu, senza spessore, vittima di sè stessa, dei pregiudizi che da sempre hanno contraddistinto la sua vita di donna brutta e tozza. Un ritratto di donna veramente triste focalizzato sulla negatività, una donna intelligente che usa la sua intelligenza prima in modo adeguato per poi cadere in basso, ma non posso dire quanto in basso poiché rischierei di fare spoiler.  Il titolo del libro la dice lunga sulla fine che fa. Figure di contorno il padre, il signor Caddozzu, il giornalista investigatore e altri personaggi che tentano di dare spessore alla trama del libro. Tentano per l’appunto. Perché gli do la sufficienza? Forse perché ne salvo l’ironia che contraddisgue le duecento e passa pagine del libro. Ma il libro thriller è davvero un’altra cosa!

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