Maria di Isili di Cristian Mannu – recensione

Ed ecco che ci sono ricascata. Un altro autore sardo. Un altro autore che mi ha rapito,  con un libro che leggi tutto d’un fiato. Non credo sia un caso che Cristian Mannu, con il suo libro d’esordio abbia vinto il premio Calvino 2015. Non mi stupisce neppure  che il libro sia alla sua quarta ristampa, come sempre il passaparola dei lettori decreta il successo o l’insuccesso di un libro. Come mi è capitato tra le mie mani ? Semplice, ne ho visto parlare bene sui social, mi ha subito incuriosito la copertina e poi  il titolo. Inoltre , il 29 aprile è stato regalato da un librario di Cagliari a Cristina Caboni di cui dovevo presentare il libro e mi sono detta lo voglio leggere anche io. L’ho ordinato e non appena mi è arrivato ho iniziato subito a leggerlo. L’ho dovuto dividere con mamma, che ad 87 anni non poteva non amare i personaggi e la trama del libro. Una trama a più voci. I personaggi che parlano  di loro stessi e di Maria.  Chi era costei? Direi una donna che per i tempi non ebbe paura di lasciarsi andare alla passione e di vivere nel peccato pur di portare avanti la storia con il cognato, marito e in attesa di un figlio dalla sorella Evelina. Una donna indomita, anticonvenzionale, che sfida tutti  i principi etici e morali in base a cui è cresciuta. Quando arriva la passione si è capaci di sfidare tutto e tutti pur di viverla. Di calpestare i sentimenti altrui, di rinunciare alla vita vissuta sino a quel momento. Di quello è artefice Antonio Lorrai, che prima seduce Evelina e con lei sarà costretto ad un matrimonio riparatore. Ma il fuoco arde per la sorella Maria e sarà la loro fine. Un amore che non sopravviverà una volta che la coppia si trasferisce a Cagliari. Dove Antonio si lascia ammaliare dalla superficialità e porterà alla rovina la sua famiglia. Lui finendo ammazzato da non si sa chi e Maria costretta a rimboccarsi le maniche per mandare avanti la famiglia, scegliendo di mettere poi  i figli in collegio non riuscendo a sfamarli. Una donna autonoma ma incapace di vivere senza un uomo accanto tanto da cedere ad un altro uomo, con cui fa un’altra figlia e con cui non sarà felice, non si può essere felici senza amore e con un uomo dedito all’alcool, un uomo perennemente disoccupato. Maria è forte, ma la malattia che si insedia nel suo corpo  è più forte di lei, del suo coraggio di vivere una vita solitaria, povera e da rinnegata dalla sua famiglia. Soltanto in età anziana  la sorella Evelina riesce a contattare la pronipote, Maria, e a ricongiungersi con un pezzo di famiglia.  Maria di Isili, una donna che ha pagato a duro prezzo le sue scelte di vita. Facendole pagare anche ad altre persone innocenti.  Sullo sfondo la Sardegna sferzata dal vento di maestrale, quel vento che noi sardi invochiamo durante le afose giornate estive. Quel vento che sentiamo nostro. Che  solo chi è sardo come me può capire di cosa parlo. Il vento di maestrale è sinonimo di appartenenza ad una terra, la Sardegna.maria di isili

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